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I sensori sono gli occhi e le orecchie dell'impianto d'allarme, sono sempre attivi, anche ad impianto disattivato, e inviano continuamente alla centrale ogni loro individuazione. I sensori si dividono in due grandi categorie, volumetrici o perimetrali. I primi sono in grado di rilevare la presenza di qualcuno all'interno di un ambiente, i secondi rilevano l'oltrepassaggio dei confini della zona da proteggere, il perimetro appunto.

 I sensori volumetrici più diffusi sono gli infrarossi passivi, questi sono sensibili alla luce infrarossa e riescono quindi a rilevare il movimento di un qualsiasi corpo che ne emetta in quantità superiore all'ambiente in cui è inserito (quindi tutti i corpi con una temperatura maggiore di quella ambientale).

Gli infrarossi non sono in grado però di distinguere se ciò che emette la luce infrarossa è un corpo avente una massa o una semplice corrente d'aria, sono quindi sconsigliati negli ambienti in cui è presente un sistema di riscaldamento ad aria, condizionamento o ambienti non chiusi ermeticamente (ad es. basculanti nei garage). Per ovviare a questo ci sono le doppie tecnologie, questi sono sensori che associano la rilevazione dell'infrarosso alla rilevazione di una microonda, se a rilevare l'allarme è uno solo dei due sensori l'allarme non viene trasmesso alla centrale. Dal momento che il sistema di rilevazione della microonda permette di analizzare i movimenti delle masse all'interno dell'ambiente, l'associazione dei due sensori permette di avere la certezza che se scatta l'allarme può essere stato solo perché si è mosso un corpo avente una massa corporea discreta e con una temperatura differente da quella ambientale.

Esistono poi parecchie versioni di entrambe i sensori, ma qui ci limiteremo a segnalare quelli con antiaccecamento e quelli immuni agli animali. I primi sono sensori che vanno in allarme anche qualora dovessero essere coperti o mascherati con della vernice, mentre i secondi sono sensori che grazie ad una lente particolare non rilevano animali con massa inferire ai 30/35 Kg, da segnalare è però che questi ultimi hanno anche una sensibilità ridotta rispetto ai sensori tradizionali. 

I sensori perimetrali sono quelli addetti al controllo dei limiti dell'ambiente, il sensore perimetrale più classico è il contatto magnetico, un dispositivo composto da un relè reed e una calamita, quando questa si allontana dal relè il sensore segnala l'allarme, vengono utilizzati su porte e finestre, la calamita viene fissata sulla parte in movimento e all'apertura della porta ne viene subito data segnalazione.

Altro sensore perimetrale molto utilizzato è lo switch, questo sensore è composto da un cordino che, fissato sull'ultima stecca della tapparella, si svolge e riavvolge in base ai suoi movimenti e tutte le volte che il cordino è costretto a muoversi scatta l'allarme. Questo sensore è molto comodo in quanto permette ad esempio di stare in una stanza con la finestra aperta e la tapparella sollevata di 10/15cm dal pavimento, se qualcuno volesse provare ad entrare sarebbe costretto ad alzare la tapparella e a far scattare l'allarme.

Esistono poi dei dispositivi denominati attivi, questo perché anziché aspettare la rilevazione dell'allarme, i sensori trasmettono continuamente un segnale ad un ricevitore, (a luce infrarossa o microonde) e vanno in allarme quando qualcuno attraversa il loro campo di trasmissione, sono le cosiddette barriere.

Le barriere nate inizialmente per la difesa di grandi aree come capannoni, campi, giardini o istituti di reclusione, ma negli ultimi tempi se ne trovano in commercio di adattate anche all'uso civile, sensori con portata di pochi metri e ingombro minimo, ideali per la protezione esterna di finestre, porte finestre, lucernai e affini.

 Esistono poi sensori particolari che non rientrano in queste due grandi categorie, in quanto nascono per la protezione di un singolo elemento e non di una parte dell'ambiente.

Questi sono sensori che, grazie all'utilizzo di un microfono, sono in grado di rilevare la rottura di un vetro (es. una finestra o la vetrina di un negozio), oppure il tentativo di sfondamento di un muro o di una cassa forte, anche con mezzi particolari come carotatrici, martelli pneumatici o flessibili. Altri invece sono studiati appositamente per alcuni oggetti, ad esempio per la protezione di opere d'arte dal sollevamento, o di quadri dal distaccamento dal muro.